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Un commento al libro: davvero una favola può aiutare a RICOSTRUIRE LA SPERANZA?
11 Febbraio, 2010Carissimi amici di Lara,
condivido con voi una lettera particolarmente toccante di una persona speciale, (che io non ho ancora avuto il piacere di conoscere di persona) che ho ricevuto qualche giorno prima di Natale.

Gentile Signor Ghibaudo,
il 18 dicembre 2008 navigavo con mio marito in un mare di felicità però… “la sorpresa è sempre in agguato”: mi avevano diagnosticato un tumore al colon-retto.
Fine dei sogni, dei progetti per il futuro, del nostro scherzare sulla nostra prossima vecchiaia da vivere insieme.
Comunicai tutto quanto agli amici con un msm shock. Quella stessa sera un’amica (R.S.) si presentò a casa mia con il libro “Le rane che si credevano pesci” dicendomi: “leggilo, poi ne parliamo”.
Lo accettai con noncuranza dicendo a me stessa: “forse R. non ha capito bene cosa mi sta accadendo!”: in quel momento così tragico non avevo alcuna voglia di leggere quella che inizialmente mi appariva come una semplice favoletta.
Poi con gran fatica ho cominciato a leggere la storia di Lara. In attesa dell’intervento a casa o in ospedale, andando avanti, confrontavo ogni pagina con la mia vita. Per ogni “sasso” dicevo a me stessa: “Caspita, è verò!”.
Il mio “sasso” preferito è sempre il secondo: “La relazione è una risorsa infinita”. Tante, tante persone mi hanno sostenuta in questo viaggio doloroso ed ho riscoperto quanto avevo costruito con loro in termini di affetti ed esperienze condivise.
Oggi - a distanza di un anno, due interventi chirurgici e tutto l’iter chemio-radioterapico che ne è conseguito - sono ancora più felice di prima, perchè assaporo la bellezza della vita in ogni momento della giornata, e con mio marito posso apprezzare pienamente il “sesto sasso”.
Grazie!
Con affetto, G.
Carissima G.
ti ringrazio per queste splendide parole. Credo davvero che ogni adulto per diventare tale avrebbe bisogno di tanto in tanto di imparare ad accostarsi alle vicende della vita con la semplicità di un bambino.
Magari proprio attraverso una favola. La tua esperienza ne è prova.
Un abbraccio
con affetto
Cristiano
Categoria: Commenti al libro |







22 Marzo, 2010 at 12:19
Carissimo Cristiano,
sono Giulia “la cuoca” del gruppo di Moncalieri che aveva seguito il corso “il mio contratto a tempo indeterminato”.
Come stai?
Io…sono felice di poterti comunicare che FINALMENTE ho aperto la mia Partita Iva e,il mese prossimo, INAUGURERO’ il mio piccolo negozio di gastronomia e catering…
SONO FELICISSIMA, nonostante tante piccole difficoltà che mi si presentano ogni giorno, ma vado avanti come un treno, a pieno ritmo!
Un saluto e a presto!
Giulia